I CAVI SOTTOMARINI

 In molti credono che le connessioni ad internet che quotidianamente usiamo da casa o dall’ufficio viaggino ancora oggi per la maggior parte via satellite ma non è più così. La connessione bidirezionale via satellite era una tipologia in uso fino agli anni ’90, poi visti gli alti costi di installazione e di riparazione molto elevati fu accantonata. Attualmente le connessioni di tipo satellitare vengono usate per portare il segnale dove non vi è la possibilità di arrivare con i cavi e ricoprono una percentuale minima. Oggi la “colonna vertebrale” della rete internet mondiale attualmente in servizio è costituita da oltre un milione di km di cavi in fibra ottica stesi o interrati sul fondo degli oceani tra i 1000-1500 metri con il compito di collegare tra di loro i vari continenti e stati facendo il giro del mondo e trasportando ininterrottamente tutto il traffico voce e dati di quasi 8 miliardi di persone, rappresenta circa il 99% del traffico totale (Reuters). Pochi secondi per ricevere una telefonata, inviare dati ovunque tu sia, che si tratti di una semplice mail o effettuare videochiamate in tempo reale. La proprietà di questi cavi sottomarini, è delle stesse compagnie telefoniche (consorzi di imprese), di telecomunicazioni o società elettriche, che rivendono poi i propri servizi a terzi (Submarine Telecoms Forum Report). Fino a qualche anno fa le compagnie commissionavano il lavoro a consorzi internazionali specializzati o a società private occidentali sottoposti a precise regole di mercato e finanziate, nel caso dell’Europa, dalla Banca europea degli investimenti e per il resto del mondo finanziati dalla Banca Mondiale.




La posa del primo cavo sottomarino risale al 1850 nel Canale della Manica, questo permetteva le comunicazioni telegrafiche tra (Dover e Calais), il Regno Unito e l’Europa continentale.



Oggi è lo stesso governo Cinese che si è proposto per la  realizzazione di queste opere, entrando a far parte di questo mercato, realizzando in proprio le “autostrade” in fibra ottica sottomarina. Attualmente starebbe lavorando ad un imponente progetto per collegare tramite 12.000 km di cavo, Europa, Asia e Africa e il Messico al Golfo della California, mentre ha già collegato il Brasile al Camerun, una tratta di 6000 km di cavo in fibra. La Cina realizza queste opere anche per conto di grandi aziende tecnologicamente avanzate per lo più americane. Come riporta il sito Submarine Cable Map (https://www.submarinecablemap.com/#/), il totale dei cavi sottomarini a livello globale sono ad’ oggi 430 più i cavi non in elenco di tipo militare e governativo. L’importanza di questi cavi è cruciale poiché tutte le informazioni che vi scorrono sono dati che riguardano l’economia dei singoli Stati. In un solo giorno, questi cavi trasportano all’incirca $10 trilioni di trasferimenti finanziari ed elaborano circa 15 milioni di transazioni finanziarie, oltre che a gestire informazioni dell’intelligence, dei vari ministeri e informazioni di tipo militare. E se un giorno una potenza mondiale come la Cina, la Russia o l’America decidesse di tagliare uno di questi cavi cosa accadrebbe? Pensiamo alle economie dei singoli stati che sarebbero colpite “in modo potenzialmente catastrofico”.

Foto ripresa dal sito: https://www.submarinecablemap.com/#/

I cavi in fibra ottica sottomarini viaggiano incanalati ad una profondità che arriva fino a 1500 metri e collegano interi stati e continenti. Questa infrastruttura viaggia attraverso punti esposti spesso ad una minima protezione in posizioni isolate e vulnerabili.


Il mercato dei cavi sottomarini è in forte e continua crescita, secondo l’istituto itif (https://itif.org), nel 2026 le dimensioni saranno triplicate rispetto a quelle del 2017, raggiungendo un mercato di circa 30 miliardi di dollari. Anche Google, Amazon e Facebook, Microsoft e Telefónica (per citarne alcuni), stanno investendo cifre importanti in questo settore. Google per esempio ha steso un cavo per collegare gli Stati Uniti al Cile “Curie”, e il cavo “Dunant”, che collega gli Stati Uniti alla Francia ed è, con una incredibile trasmissione di 250 Terabit al secondo di dati, il più veloce al mondo, anche se il team di google sta già lavorando ad un progetto per la realizzazione di un cavo per raddoppiarne la velocità. La domanda che sorge spontanea è: chi garantisce la neutralità di queste connessioni? Secondo alcune dichiarazioni tratte dal sito think tank Policy Exchange (https://policyexchange.org.uk/publication/undersea-cables-indispensable-insecure/), alcuni funzionari dell'intelligence statunitense hanno parlato di alcuni sottomarini russi che avrebbero "operato in modo aggressivo" vicino ai cavi sottomarini dell’Atlantico. Andrew Lennon, contrammiraglio, vice comandante delle forze navali della Nato, ha dichiarato: «Assistiamo a un' attività russa in prossimità dei cavi sottomarini senza precedenti». Quando la Russia annesse la Crimea, una delle sue prime mosse fu quella di tagliare il principale cavo di collegamento con il mondo esterno. Anche il New York Times nel 2015 scriveva che diverse navi spia e sottomarini russi avevano seguito per mesi la rotta delle principali dorsali transoceaniche dal Mare del Nord al Nord-est asiatico e persino nelle acque più vicine alle coste americane al fine di creare una mappa dettagliata del percorso di ogni singolo cavo. Le preoccupazioni che ne sono scaturite tra alcuni militari americani, alti funzionari del pentagono e dell'intelligence sarebbe stata appunto sul fatto che i russi in tempi di tensione o conflitto potrebbero avere in programma di attaccare quelle linee. (https://www.nytimes.com/2015/10/26/world/europe/russian-presence-near-undersea-cables-concerns-us.html)Un’altro aspetto che riguarda la sicurezza di questa struttura è rivolta ai cavi sottomarini che arrivano, nella maggior parte dei casi, a terra in località costiere isolate. Questi luoghi nella maggior parte dei casi hanno una protezione minima che li espone ad una alta vulnerabilità terroristica. Nel 2007 a Londra fu sventato un complotto di Al Qaeda per distruggere un importante nodo internet di scambio.

Gli incidenti con i sottomarini non sono eventi rari, negli ultimi venti anni ci sono stati 35 incidenti che hanno coinvolto sei sottomarini russi. L’ultimo incidente risale al 1 luglio 2019 che ha coinvolto il sottomarino russo AS-12 Losharik a propulsione nucleare, in merito al quale Davide Bartoccini sul quotidiano “Il Giornale”, scriveva: “Un sottomarino russo che aveva l’obiettivo di effettuare rilievi batimetrici legati a scopi militari è rimasto vittima di un incidente che ha causato la morte di 14 sommergibilisti. (https://www.ilgiornale.it/news/mondo/incidente-su-sottomarino-russo-14-morti-1720183.html



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